giovedì 30 ottobre 2008

Avrai di Claudio Baglioni


Sarà l'autunno, con i suoi "viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore", oggi voglio lasciarvi una delle mie canzoni preferite.
La leggenda vuole che Claudio la scrisse per il figlio appena nato. Mai regalo fu più bello.
Era il periodo in cui Claudio riusciva con poche, splendide parole a costruire grandi quadri dei piccoli gesti, delle piccole emozioni che fanno grande la vita.
"avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare" ... e anche se quel telefono non è mai squillato, o, se lo ha fatto, non era la telefonata che aspettavi.
".. un legnetto di cremino da succhiare...": è troppo difficile non intenerirsi, immaginando il bambino che torna verso casa e non ce la fa ancora ad abbandonare il legnetto, dopo aver finito il gelato.
"ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato" è troppo vero il dolore che ancora mi porto dentro.
"avrai carezze per parlare con i cani" ... ed è così che ogni volta mi ritrovo con "due lacrime più dolci da seccare", ripensando ai cani che hanno accompagnato la mia vita, soprattutto a Teddy perché cantavo questa canzone ogni volta che lo portavo nei prati, in montagna.
... ed ora.. mi fermo, a sognare.

Avrai
di Claudio Baglioni

avrai sorrisi sul tuo viso
come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album
rilegato in pelle
tuoni di aerei supersonici
che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento
alla finestra
avrai un telefono vicino
che vuol dire gia' aspettare
schiuma di cavalloni pazzi
che s'inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da
tirare fuori che e' gia' estate
un treno per l'america
senza fermate
avrai due lacrime
piu' dolci da seccare
un sole che si uccide
e pescatori di telline
e neve di montagne
e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino
da succhiare
avrai una donna acerba
e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme
ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti e ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avra' deluso
tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai la stessa mia
triste speranza e sentirai
di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare
quando viene sera
e cento ponti da passare
e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che
ti fuma in bocca un po' di tosse
natale di agrifoglio
e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici
e sassi per la strada
avrai ricordi ombrelli
e chiavi da scordare
avrai carezze
per parlare con i cani
e sara' sempre
di domenica domani
e avrai discorsi
chiusi dentro e mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio
per sentire che
la guerra e' finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non aver
amato mai abbastanza
se amore amore amore
amore avrai

mercoledì 29 ottobre 2008

Toro - A...

Lo so. Stasera c'è l'Atalanta. Eppure vorrei che il mio Toro pensasse di giocare contro l'Aberdeen. Vorrei che pensasse di essere sotto di due gol, come quella volta. E vorrei che giocasse con la grinta di quella volta. Con la Maratona a battere incessantemente le mani per un tempo e mezzo, quel brivido sulla pelle e gli occhi lucidi.

sabato 25 ottobre 2008

Tagliolini all'uovo



Ingredienti per 3 persone:

200 gr farina 00
2 uova
1 cucchiaino di sale


Setacciate la farina e mischiatela con il sale.
Preparate la fontana e all'interno rompete le due uova.
Con pazienza amalgamate con una forchetta il composto fino a far assorbire completamente l'umidità delle uova.
Quindi impastate con le mani (usate il palmo, non solo la punta delle dita!) fino ad ottenere un composto elastico che non appiccichi più sulle mani.
Lasciate riposare per una decina di minuti.
Nel frattempo preparate la "Nonna Papera", ovvero la macchina per tirare la sfoglia e tagliare i tagliolini.
Riprendete l'impasto e tagliatene un pezzo per volta, delle dimensioni più o meno di un'albicocca grande.
Tirate la sfoglia nell'ingranaggio più grande, piegandola ogni volta a metà.
Occorre infilare la sfoglia dal lato dei due lembi e lasciare in alto la piega.
In questo modo, quando la pasta sarà pronta dopo un po' di passaggi, udrete uno "scoppio".
E' l'avviso che potete assottigliare fino allo spessore desiderato, quindi passarla nell'apposito ingranaggio per i tagliolini.
Infarinate bene, sia la sfoglia che i tagliolini finiti.

Condimenti consigliati:
  • burro e tartufo
  • crema di Castelmagno (Castelmagno, panna, noce di burro)
  • panna e limone
  • burro e funghi trifolati
La quantità indicata per noi 3 risulta sufficiente.
Se però volete mangiare di più, considerate il rapporto di 1 etto di farina, 1 uovo per ogni commensale. Per il sale, 1/2 cucchiaino ogni etto di farina.
Buon appetito! :-)

Con occhi nuovi

Ha fatto capolino il pensiero che tenere un blog mi spinge a guardarmi attorno con occhi nuovi.
Sono più attenta a quello che vedo, a quello che sento.
Alla ricerca di nuovi argomenti da trattare, faccio più attenzione alle piccole cose che mi capitano, ai suoni, ai volti.

venerdì 24 ottobre 2008

L'informazione


La radio accompagna buona parte delle ore che trascorro in auto durante gli spostamenti.
Ieri sera, durante il tg, hanno dato la notizia dello schianto di un elicottero italiano diretto a Strasburgo.
Non ho potuto fare a meno di pensare che in ascolto potessero esserci familiari e amici dei poveri ragazzi morti nella tragedia.
L'evento si era verificato da poco, per cui sicuramente non c'era stato il tempo materiale per avvisare i loro congiunti.
Mi sono domandata cosa mai potrebbe succedermi, se, ascoltando la radio, sentissi di qualche tragedia che potrebbe aver colpito i miei cari.
E tutto per questa smania di "informazione" che sembra aver travolto il mondo.
Ma è questo il modo giusto per fare informazione?
Non succederebbe nulla se l'opinione pubblica venisse informata con qualche ora di ritardo di tragedie come queste. Non mettono in pericolo nessuno. Solo i sentimenti di quei pochi che vengono toccati da vicino.
Non sarebbe ora di smetterla con questo sensazionalismo e pensare un po' di più alle persone e ai loro sentimenti?

martedì 21 ottobre 2008

Circo


Ancora un po' addormentata, ogni mattina passo accanto ad un piazzale quasi sempre vuoto.
Stamattina invece era occupato dai mezzi di uno di quei piccoli circhi di paese.
Un flash.
Sono tornata bambina, sui banchi di scuola delle elementari.
E ho ricordato di quando in classe ospitavamo, per pochi giorni appena, qualcuno proveniente dal circo di passaggio.
Stranamente fu sempre una bambina.
Accadde due o tre volte nell'arco dei cinque anni delle elementari.
Ricordo solo un nome - Jessica - nome esotico, che pensai molto adatto ad una bambina che viveva una vita così lontana dalla mia.
Ogni settimana in un paese diverso, in una classe diversa.
Nessuna possibilità di creare dei legami profondi, delle amicizie.
Io ero così felice di godere della mia stabilità familiare, della mia "amica del cuore".
Rifletto.
Con l'amica del cuore saranno dieci anni che non scambiamo una parola.
Se per caso ci succede di incrociarci per strada, quasi facciamo finta di non conoscerci.
Ognuna ha la sua vita, la mia molto diversa da quella che sognai da bambina.
Ripenso a Jessica.
Chissà.
Magari oggi la sua vita è più stabile della mia.

lunedì 20 ottobre 2008

Il canto dei mestieri di Ivano Fossati


Questa mattina per radio hanno trasmesso questa canzone di Ivano Fossati.
L'avevo già sentita tempo fa, e ogni volta mi suscita sempre strane emozioni.

Il canto dei mestieri di Ivano Fossati

Guardami bene diritto negli occhi
Che il mio mestiere non è il soldato
Guardami bene diritto negli occhi
Che il mio mestiere non è
Né di spada né di cannone
Quello che ero io l'ho scordato
Se fosse spada se fosse cannone
Il mio mestiere saprei qual'è.

Adesso guardami le mani
Ti sembrano mani da padrone?
Coraggio e toccami le mai
Che la mia vita non è
Né col denaro né col potere
Oppure l'avrò dimenticato
Se fosse denaro e ci fosse ragione
Il mio cammino saprei qual'è
Ma il mio mestiere non è.

Guarda la punta delle mie scarpe
Quello che faccio non è la spia
Né informatore né polizia
Che il mio mestiere non è
Di sicuro non è.

Quello che faccio è cercare il tuo amore
Fino nel cuore delle montagne
Quello che ho fatto è scordare il tuo amore
Sotto il peso delle montagne.
Quello che faccio è cercare il tuo amore
Fino nel cuore delle montagne
Quello che ho fatto è scordare il tuo amore
Sotto il peso delle montagne.

Gurada i vestiti che porto addosso
Non sono quello di un sacerdote
Per i vestiti che porto addosso
Il mio mestiere non è
Né rosario né estrema unzione
Quello che ero io l'ho scordato
Se fosse rosario se fosse olio santo
Il mio mestiere saprei qual'è.

E vedi che il bianco fra i miei capelli
Non porta al titolo di dottore
E la sveltezza delle mie dita
La mia vita non è
Né di taglio né di dolore
Né di carne ricucita
Né di taglio né di dolore
Anche questo non è
Il mio mestiere non è.

Il mio mestiere fu cercare il tuo amore
Fino nel fuoco delle montagne
Il mio destino scordare il tuo amore
Sotto il peso delle montagne
Il mio mestiere fu cercare il tuo amore
Fino nel fuoco delle montagne
Il mio destino scordare ogni amore
Sotto il peso delle montagne.

Guardami bene diritto negli occhi
Ti sembrano gli occhi di un soldato?
Leggimi bene in fondo negli occhi
Che la mia vita non è
Il mio mestiere non è.

domenica 19 ottobre 2008

Bilancio del weekend

Weekend terminato.
E' tempo di bilanci.
Partiamo dalle note negative.
Il Toro.
Ebbene sì, il mio Toro ha di nuovo perso, pur giocando abbastanza bene.
E passiamo alle note positive.
Le gare di Agility.
Ieri Grisù e Dana.
E oggi solo Grisù.
Sulle tre gare, due giri per gara, ne abbiamo sempre e solo finito uno dei due.
Comunque sono soddisfatta.
Grisù ha finito tutte e due le Agility, su quattro giri ha bene o benino terminato tre slalom su quattro, e uno lo ha addirittura fatto tutto.
Dana.. che dire di Dana.. nell'Agility di ieri è stata fantastica.. ha toccato tutte e due le zone che di solito sono il nostro punto debole, era bella reattiva e felice di girare.
Grisù... beh.. era la sua prima gara e nel complesso mi è proprio piaciuto.. il mio bambino peloso.. :-)

venerdì 17 ottobre 2008

Panico


Ma si può?!?!
Domani esordisco in gara ufficiale con Grisù... e sono già in panico da giorni!
Ho qui, in gola, una specie di nodo che non accenna ad andare via.
Ieri sera l'allenamento ha dato riscontri parecchio positivi, ma ciò non ha contribuito per nulla a tranquillizzarmi.
Ho fatto un numero considerevole di gare con Dana, eppure sono agitata come un cocktail shakerato!
Non vedo l'ora che sia domani pomeriggio.. anzi.. meglio.. domenica pomeriggio, quando avrò finito tutte le gare del weekend!
Come mi sentirò leggera!!!

giovedì 16 ottobre 2008

Segnali stradali


Percorriamo molto spesso le solite strade, quindi non siamo molto abituati a guardare e seguire i cartelli stradali con la direzione da prendere.
Il più delle volte conosciamo la strada e sappiamo perfettamente dove andare, dove svoltare.
Qualche volta, però, ci succede di inoltrarci in territori non conosciuti e lì, a mio avviso, sorge il dramma.
I cartelli stradali con le indicazioni sembrano essere stati messi quasi a caso.
Non c'è MAI il nome del paese che vogliamo raggiungere.
Uno dovrebbe avere stampata in mente la cartina e tutti i paesi limitrofi, prima e dopo, per un raggio di almeno 40 chilometri.
Alle rotonde, poi, se all'incrocio prima avevamo trovato il tanto agognato nome su un cartello, alle rotonde poi, dicevo, il tanto ricercato nome.. scompare.
E se per caso ti accorgi di aver sbagliato strada, stai sicuro che hai imboccato qualche supercirconvallazione che ti porta dritto per almeno 10 chilometri (ovviamente nella direzione opposta alla quale volevi andare) con l'impossibilità di effettuare un'inversione.
E il cartello "Qualsiasi direzione"?
Spiegatemene il significato!
Non era possibile evitare il cartello "Qualsiasi direzione" e al suo posto metterne uno un po' più esplicativo?
Provate, un giorno che avete tempo, a fare una strada che conoscete fingendo di conoscere solo il nome della meta che volete raggiungere. E seguite le indicazioni stradali... se ci riuscite.

martedì 14 ottobre 2008

Regalo di nozze

[wii] Ieri sera sono andata a consegnare il regalo di nozze all'amica che da più tempo mi sopporta.
Devo dire che mi fa un po' effetto pensare che tra meno di due mesi si sposa. Mi sembra ieri che eravamo vicine di banco.
Conservo ancora valanghe dei bigliettini che ci scambiavano come commento alle spiegazioni dei professori.
Conservo mille ricordi di gite e risate.
E adesso si sposa: auguri! :)

lunedì 13 ottobre 2008

Un po' di.. poesia


Oggi ho deciso di pubblicare un po' delle mie parole.
Parte, o dovrei dire quasi tutto, dell'ultimo periodo.





29.08.2008
Nella mia memoria
tracce di te.
Dall'anima sembrano essere cancellate.
Eppure riemergono
come orme di tatuaggi.
O sono solo ... ombre?
linlo@2008
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19.06.2007
Io non ho Casa.
Vago ramingo per i sentieri dell'ignoto.

Io non ho Chiesa.
Talvolta prego entità senza nome.

Io non ho.
Io non sono.
linlo@2008
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18.06.2008
...E non ha senso.
Grande paura
che lacera l'anima.
linlo@2008
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16.06.2008
A volte vorrei non stringere un sogno.
Qualcosa di piu' concreto di un'idea.
L'illusione rimbalza come una palla di gomma.
E si dissolve come una bolla di sapone.

....


Sempre troppo in alto, troppo di lato.
Al di la' di un vetro.
Nel riflesso antico di uno specchio.
Sempre in qualche modo altrove.
O in un altro tempo.

....


Dietro al vetro opaco del ricordo
un'illusione si allontana.
O forse ristà.
Inaspettatamente realizzo:
quello che non fu allora,
porto' ad ogni singolo attimo di felicità
vissuto in seguito.
Istantanee di un futuro passato
sorridono.
E sento cadere gli anelli
che per tanto tempo costrinsero il mio cuore.
linlo@2008
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19.07.2007
poi la mia anima ando' in frantumi, la ricomposi, ma qualche scheggia deve essere rimasta in qualche angolo dei ricordi

linlo@2007
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17.07.2007
Ho lottato.
Ho perso.
Brandelli di me
sulla strada di ieri.
Mi volto e li vedo là:
ostacoli di un percorso già fatto,
impedimenti senza catena.
linlo@2007
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30.01.2007
A volte
ho bisogno d'un sogno
- piccola coperta -
per scaldarmi
nelle notti di solitudine
- sempre troppo corta - .
linlo@2007
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20.09.2006
Sempre
le stesse
parole
rimbalzano
all'infinito
nello sterile
ricordo
d'un incontro.
Fagocitano musica
suoni
pensieri
presente.
Istantanea d'occhi
pavidi:
trovarono coraggio
nell'attaccare
un cuore fragile.
Che cadde.
linlo@2006

venerdì 10 ottobre 2008

Gibran Kalhil Gibran - Il profeta




Vorrei dedicare a tutti i miei amici queste parole di Gibran Khalil Gibran.

SULL'AMICIZIA

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

giovedì 9 ottobre 2008

Il coniglio bianco


Oggi mi sento un po' come il cilindro dei maghi.
Lo mostrano al pubblico. E' vuoto. E un attimo dopo tirano fuori colombe, fazzoletti colorati, conigli.
Mi sento un po' così.
Vuota.
E allo stesso tempo se provo a tirare fuori qualcosa, viene fuori di tutto.
Ma nulla di paragonabile a quello che tirano fuori i maghi, niente di così allegro o colorato.
Oggi da me saltano fuori ansie, paure, insicurezze.
E dietro lasciano solo un vuoto un po' più assordante di prima.
E nessun coniglio bianco...

mercoledì 8 ottobre 2008

Shopping

Io odio andare a fare shopping.
Soprattutto quando sono obbligata ad entrare nei negozi di abbigliamento per cercare qualche capo in particolare, con la più che fondata certezza di NON trovare quello che cerco.
Ieri ero alla ricerca di qualcosa da mettere ad un matrimonio.
Avevo già cercato nei giorni scorsi in un paio di posti, ma non avevo trovato niente.
In realtà non avevo proprio visto niente che catturasse la mia attenzione.
Ieri, visto l'appuntamento dall'oculista, in centro, decido di andare in un negozio dove mi aveva trascinato mia cugina qualche mese fa.
Un negozio dove non devo entrare e chiedere "Avete qualcosa della mia taglia?"
Non che io sia enorme, però le L che si trovano in giro adesso non mi entrano neanche a piangere.
E poi si sprecano fiumi di parole sull'anoressia... mah...
Il negozio è un po' fuori dal mio budget tradizionale, ma per un'occasione speciale si può sempre fare un'eccezione.
Quello che mi aveva colpita di questo esercizio, era stata la gentilezza delle commesse.
Gentilezza e non ossequiosità.
Gentilezza e pazienza.
Bene.
Quattro passi sotto ai portici e arrivo davanti alla vetrina: chiuso!
Ah già ... oggi non fanno orario continuato. Quando aprono? Tra 15 minuti.
Giusto il tempo di andare a infilare il naso in altri due negozi aperti (oddio.... che squallore ... che pacchianerie...).
E di ... ehmm.. lustrarsi gli occhi davanti alle vetrine di una gioielleria (il gestore era sulla porta, volevo quasi fargli i complimenti... sono anni che guardo le sue vetrine e non ho MAI trovato niente che non fosse di mio gusto.. mi capita di rado davanti alle gioiellerie).
La mia meta finalmente apre.
Entro. E, fortuna, la commessa che si interessa a me è proprio quella che ritengo la più simpatica. :-)
Facciamo una prima esplorazione e individuiamo alcuni capi.
Lei insiste (ma con garbo) sulle fantasie, ed io mi lascio convincere a provarle anche se so già (e a ragione) di non vedermi assolutamente con certe cose addosso.
Alla fine provo la prima cosa che aveva colpito la mia attenzione e... Splendido!
Lo sento "mio".
Lo sento mio anche se non è proprio esattamente quello che porto di solito... ma sarà per un'occasione speciale, ed è decisamente adatto.
Nota dolente: il cartellino del prezzo.
Poi penso ai pomeriggi futuri, risparmiati dalla ricerca di un'alternativa, se mai non comprassi oggi.
E decido che ne vale assolutamente la pena!
Mi piace, ho trovato e non devo più cercare.
Non devo più sottopormi all'imparziale (e spesso negativo) giudizio di commesse molto meno in sintonia con me di questa (che nel mio cuore ringrazio).
Pago, saluto, ringrazio ancora ed esco.
Come mi sento leggera! :-)

martedì 7 ottobre 2008

Il percorso



Ho percorso solo una volta quella strada.
So dove parte e so dove voglio arrivare.
Prima di partire non guardo la mappa del percorso, alla peggio seguirò le indicazioni dei cartelli. Non ho fretta.
Imbocco la salita ed ecco: ai miei occhi appare la prima immagine.
La stessa immagine sbuca anche dal cassetto dei ricordi: la chiesa strana, lì, sulla sinistra.
Ecco. E' qui che devo svoltare.
E poi su.
Altre immagini che adesso la memoria sembra anticipare.
La lunga cancellata arrugginita protegge un prato mal tenuto e chissà quale grande e strana villa si nasconde là, dove lo sguardo non può arrivare.
Chissà quali vite hanno popolato questi luoghi che in questo attimo io sfioro solamente.
E ancora su.
Siamo ad un bivio, ma io non devo leggere i cartelli. So già di dover svoltare a sinistra.
Poi, ecco, una rotonda.
Presa da un improvvisa frenesia, la supero e proseguo dritta, ma bastano pochi metri perché mi accorga di aver sbagliato.
La rotonda è nuova, l'altra volta non c'era. Ecco perché il mio cervello non l'ha anticipata.
Rallento. Devo trovare il modo di tornare indietro.
Lì, sulla sinistra una piazzola.
Inverto la marcia e riparto. Questa volta consapevole della direzione da prendere alla rotonda.
E' fantastico come il nostro cervello ricordi le cose, anche quelle che abbiamo visto una sola volta e magari non abbiamo "guardato".
E allora giù, per la discesa a sinistra, in mezzo a boschi e prati silenziosi.
Siamo a pochi chilometri da una grande città, eppure qui sembra di essere in un altro luogo, in un altro tempo.

Arrivo ad un altro bivio. So bene che se volessi proseguire sulla strada dell'altra volta dovrei svoltare a sinistra.
Guardo i cartelli.
Questa volta decido di scegliere l'altra alternativa e proseguo diritta, alla scoperta di un nuovo percorso, di nuovi paesaggi.
Ed ecco la prima "fotografia" da archiviare per la prossima volta: sulla destra, in alto, una grande casa con davanti una fila interminabile di alberi che già hanno i colori dell'autunno.
Rallento. Mi guardo intorno.
Ancora una "fotografia" e giungo alla meta, questa volta più consapevole del percorso e di me stessa.


lunedì 6 ottobre 2008

Retrospettiva

Il mio ieri

Al mio amato nonno

Talvolta domando al Silenzio
se mai io son stata bambina,
senza pensieri
sulle labbra gravide di parole,
nei gesti avidi di libertà
senza timore
per l'incognito futuro,
per il crollare dei miei sogni.

Ho visto i bambini,
che con me erano chiamati tali,
agire senz'altro scopo che il riso,
li ho visti vivere
mentre in me moriva pian piano qualcosa.

Ora mi sogno fanciulla,
sogno il mio ieri
come avrei voluto che fosse,
sogno il mio ieri con chi,
morendo,
lo ha rubato.

1988@linlo

------------ *** ------------ *** ------------

Una madre

A mia madre

Era lei
che mi stringeva forte le mani
quando la sera si faceva più cupa,
lei
che asciugava con un bacio
ogni lacrima che solcava il mio viso.
- Fu lei che quel giorno trovò le parole.
Era lei
Che ogni notte svegliavo
Per paura del sonno,
lei
che apriva le braccia
a quella bimba spaventata dalla vita.
Ieri lei era
Non UNA MADRE, ma MIA MADRE,
oggi
è MIA MADRE e un'amica.

1988@linlo

------------ *** ------------ *** ------------

Una ricerca

07.06.1989

Acqua.
Ho sete.
Cerco un fiume,
una fonte.
Cerco un'oasi nel mio deserto grigio.
Ombra.
Ho caldo.
Cerco un albero,
una grotta.
Cerco un'oasi nel mio deserto grigio.
Dio.
Ho paura.
Cerco una mano da stringere quando ho paura.
Cerco una voce da ascoltare quando ho paura.
Cerco …
Cerco Te, ma non Ti trovo.

1989@linlo

------------ *** ------------ *** ------------

Notte

28.05.2000

Ridussi ogni cosa
entro il suo angusto confine.
Tolsi una ad una
le spine dal cuore.
E dissolsi l'ultima speranza
in una gelida notte vuota.

2000@linlo

------------ *** ------------ *** ------------

Silenzio allibito

16.03.2000

Disorientata
vago per gli angoli bui
del mio io,
domandando
ad alta voce
quale sarà il mio destino.
Implacabile
solo l'Eco risponde
ed un'altra domanda
incide un Silenzio allibito.

2000@linlo

Scenderemo nel gorgo

Vi sarete accorti che da un po' mi sento maliconica, soprattutto di mattina.
Esco di casa che è ancora buio, salgo in auto, affronto le prime curve salendo sulla collina.
Quando arrivo in cima e comincio a scendere, attraverso le fronde comincio ad intravvedere l'alba e dovrei gioire. Invece pensieri tristi affollano la mente.Cerco di scacciarli scuotendo la testa.
Ma loro sono lì.
Sembrano piccoli ragnetti che si aggrappano con le loro zampine al mio cervello.
Sono zampine sottili eppure sono tenacissime.

Stamattina a questi pensieri tristi, faceva compagnia il verso finale di una poesia di Pavese:
"... Scenderemo nel gorgo muti".

Voglio condividerla con voi.

Di Cesare Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

22 marzo '50

giovedì 2 ottobre 2008

Capovolta....


Oggi mi sento un po' capovolta...
Un po' .. stonata...
Sarà che ieri sera sono andata a dormire prestissimo.
Gli occhi si sono messi all'improvviso a bruciare.
Allora ho cercato un collirio e poi ho pensato che fosse meglio andare a coricarmi.
Ho acceso la radio sulle partite di coppa.. e mi sono addormentata che il primo tempo non era ancora finito. :-)
Ogni tanto penso che ci voglia.. una serata così.

mercoledì 1 ottobre 2008

Incapaci o prepotenti?

Mi domando sempre di più, girando per il traffico cittadino, se la gente al volante sia molto incapace o tanto prepotente.
Propenderei con la seconda ipotesi...
Solo stamattina posso contare più casi di:
  • auto che fanno lo "slalom" tra le altre, perché per dormire 3 minuti di più ora sono in ritardo
  • auto in doppia fila, perché "giusatamente" bisogna parcheggiare a mezzo metro dal bar!
  • auto contromano, perché "tanto non passa nessuno ed è più comodo passare da qui"
  • auto che svoltano a sinitra, dove svoltare a sinistra non si può, perché "tanto lo fanno tutti"
Basta! Sono stufa dei prepotentoni che pensano di esserci solo loro sulla strada!